lunedì 28 luglio 2008

esilio

Ho trovato un verso di un poeta greco, Kavafis. Ammetto la più totale ignoranza sull'autore. So solo che era nato ad Alessandria d'Egitto, e basta. Immagino abbia lasciato la città con l'arrivo di Nasser, ma sono solo supposizioni. Ovviamentre sono troppo pigra per cercare informazioni su di lui su wikipedia e postare relativo link, ma appena lo trovo in libreria me lo acchiappo subito.

I versi parlano di esilio, secondo me. E parlano di una città perduta e mai dimenticata. Quindi possono dire molto a molti di noi..

ma lascio parlare lui.

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro.
Kavafis

lunedì 7 aprile 2008

sole e olimpiadi

forse ho esagerato con l'ottimismo.. forse le infradito erano un po' azzardate.. ma i miei piedini da hobbit chiedevano un po' di libertà.. e le infradito, per me, sono un simbolo della ritrovata indipendenza.
alzando un pochino il livello del post..
sono l'unica a pensare che dovevano essere davvero ubriachi quelli del CIO quando hanno affidato i giochi olimpici alla cina?
e non tanto per la questione tibetana (non la voglio sottovalutare, ma la cina non è certo l'unico paese ad aver invaso arbitrariamente dei territori, quindi smettiamo di fare gli ipocriti e ricordarci del dalai lama quando ci fa comodo), ma quanto per il fatto che pechino non è esattamente il regno dei diritti civili..
insomma, ci siamo chiesti a che prezzo sono stai costruiti così rapidamente tutti gli scintillanti impianti olimpici?
senza parlare di come vengono "allenati" tanti piccoli atleti in erba.. metodi altamente pedagogici, non c'è che dire!
ma si sa, la cina è il nuovo mercato, e la realpolitik non guarda in faccia a nessuno.
soluzioni?
beh, un boicottaggio totale punirebbe tutti i cinesi.. se invece i vari capi di stato si risparmiassero il viaggetto in oriente sarebbe un bello smacco per la cricca governativa del paese.
non credo sposterebbe di una virgola il loro comportamento, ma almeno vedremo apparire sui loro volti imbalsamati un'espressione di disappunto.
e con le facce di bronzo che ci ritroviamo di questi tempi nella politica mondiale non sarebbe neppure un risultato da disprezzare!

martedì 11 marzo 2008

mete

finalmente ho ritrovato un obiettivo, che si riassume in meno tre e scadenza ad ottobre. dove per meno tre si intendono i tre ultimi esami (che dovrebbero essere facili) e la scadenza ad ottobre non è quella del nuovo pacco di pasta ma il periodo entro cui mi dovrei laureare..
non so voi, ma a me avere delle mete fa già sentire meglio.. in più essendo una gemelli incallita (l'ascendente vergine mi ha solo dato quell'aria da stronzetta) mi ritrovo sempre a fare le cose all'ultimo momento, ma questo negli anni mi ha trasformata in una persona capace di dare il massimo quando è sottoppressione.. anzi, forse solo quando è sottoppressione..
quindi mi sento meglio.. ho di nuovo una meta in testa, e più o meno conosco anche la strada per raggiungerla..
e poi quando si è passato il week end a ballare facendo per due volte di seguito le sette e mezza di mattina non si può non sentirsi di buon umore. camminando verso casa, con le brioche calde per la colazione della tua famiglia, ti rendi conto che le cose non vanno ancora così male, che la festa non è mica finita. ti viene quasi il sospetto che la festa sia appena iniziata.
e comunque vada, ci siamo già liberati di febbraio. che per me è un ottimo risultato!

domenica 24 febbraio 2008

ricominciare

ricominciare non è mai facile. rileggo i miei vecchi moleskine, che come dice la mia amica sono riempiti di tristi pensieri perchè ci si scrive sopra solo quando ci si sente giù, e mi accorgo che esistevo anche prima.
non mi rassicura scoprire che tutto sommato non ero nemmeno così felice, ma ora mi ricordo che c'era tutta una vita di cui lui non faceva parte.
e questo è l'unico pensiero consolante.
riuscire a dormire non sarebbe male.

giovedì 7 febbraio 2008

ciao

C'è sempre qualcosa di crudele e di ridicolo quando qualcuno se ne va.
no, non era uno dei miei migliori amici. ogni volta gli dicevamo che dovevamo berci una cosa insieme, che doveva passare per casa.. ma non è mai successo.. si sa, la vita scorre e nessuno ha mai tempo..
ma mi piaceva. una vita particolare, e lui lì con il suo sorriso beffardo. un po' presuntuoso forse. ma d'altronde poteva permetterselo..
non importa, è andato.
buon viaggio Inigo.

mercoledì 6 febbraio 2008

libertà

La notizia credo sia di oggi. la Fiera del Libro di Torino ha invitato Israele come nazione ospite. Ogni anno viene scelto un paese su cui focalizzare l'attenzione, e quest'anno è toccato al paese di Amos Oz. Apriti cielo. Subito sono scoppiate le proteste. Invitare Israele è un atto contro la Palestina.
Quasi che riconoscere Israele come entità statale sia negare l'esistenza della Palestina. Questa in realtà è la tesi di molti gruppi palestinesi, ma credevo che in Europa fosse un concetto superato. Israele deve esistere accanto allo stato palestinese, non al posto dello stato palestinese. E viceversa.
Poi credo che ci sia un'altra corrente. Israele esiste, e va bene, dice questa corrente, ma non ci piace quello che fa. Allora noi non la vogliamo negli eventi internazionali, così magari si redime..
Quest'ultimo atteggiamento, questa censura culturale, mi fa paura. Perchè qui non parliamo di governi, qui parliamo di scrittori, di libri di pensieri, di parole. E impedire a qualcuno di parlare in base alla sua nazione di provenienza mi pare molto pericoloso.. Perlomeno non profuma molto di libertà..
Particolare finale.. Israele ha dato moltissimo alla letteratura, e i suoi scrittori forse sono i migliori portatori di pace che ha.

venerdì 25 gennaio 2008

il governo

io non capisco.. mi nauseano tutti quanti.. la destra che non vede l'ora di tornare nella stanza dei bottoni.. la sinistra a dirsi quanto sono stati bravi e come hanno fatto tutto il possibile per rimanere a galla..
buffoni.
intanto questo paese continua ad andare a rotoli. ma a loro che importa? hanno di nuovo l'occasione di ricominciare a litigare per un altro annetto su come governarci..
sembrano bambini che non riescono a mettersi d'accordo per giocare una partita di calcio.. chi sta in squadra, no, in porta ci stai tu, no, se lui fa l'arbitro io non gioco più.
non si rendono conto che noi di giocare non abbiamo più voglia..
ma da un pezzo!

martedì 22 gennaio 2008

piove

piove di nuovo su questa umida città. gli esami da preparare, il bucato da fare, la stanza da riordinare. ci sarebbero mille cose da fare. oggi no, oggi non ci riesco a continuare con il solito teatrino del va tutto bene, è stato meglio così.
domani sarò di nuovo in scena.
ma oggi no.

giovedì 17 gennaio 2008

un ragazzo dallo sguardo aspro e vorace

l'abbiamo odiata tutti. quando ci siamo accorti che i suoi locali erano troppo pochi, e troppo vuoti.
quando abbiamo creduto di conoscere ogni sua via e ogni suo abitante. quando abbiamo dovuto sopportare l'ennesimo vecchietto prepotente. quando erano le dieci di sera e in giro non c'era nessuno.
ma l'amiamo tutti, specialmente chi se ne è andato.
quando torniamo, e sulla costiera ci viene voglia di fermarci.
quando ci basta andare da marino per incontrare vecchi amici.
quando il carso ci assale con il suo profumo.
quando scopriamo che c'è ancora una via che non conoscevamo.
quando torniamo a casa da soli alle quattro di notte, e piazza unità è lucida di pioggia, e non si capisce dove finisce e dove invece inizia il mare.

e se davvero non cambiassimo mai?

La nostra concezione della vita è spesso quella di una linea che corre disperatamente in avanti. Tanto che diciamo che ci guardiamo indietro per parlare del nostro passato. e crediamo che tutto sia in continua evoluzione. ed è vero, l'acqua in cui ci bagniamo già non è la stessa (citazione colta sicuramente imperfetta).
ma non è davvero così.. qualcosa non cambia mai.. e quella cosa che non cambia siamo noi, per quanti sforzi cerchiamo di fare.
possiamo capire dove sono i nostri sbagli, e cercare di limarci fino a diventare tondi e lisci sassi di mare. ma rimarremo sempre pesanti pietre. ci ritroveremo a dover combattere con gli stessi errori, gli stessi vizi, gli stessi difetti. perchè siamo essere imperfetti. equesta è una cosa che non cambierà mai.
per fortuna ci sono gli amici. vicino a loro ci sentiamo un po' meno imperfetti...
o perlomeno in buona compagnia.